23 Agosto 2010

Sesso no stop?No,grazie!Da ricerca:durata media amplesso maschile va dai 3 ai 13 min

Il Journal of Sexual Medicine ha pubblicato gli esiti di un nuovo studio, ossia la durata media di un amplesso. A fine febbraio la rivista di divulgazione scientifica era salita alla ribalta per aver pubblicato una ricerca che testimoniava l’esistenza della tanto dibattuta zona del piacere femminile, il punto G.
Grazie al lavoro svolto da uno studioso dell'università de L'Aquila, Emmanuele Jannini, docente di sessuologia medica, si è giunti, tramite l’ecografia transvaginale e all’individuazione tra le donne prese a campione di quelle con orgasmi vaginali, al riscontro di un certo inspessimento della parete tra uretra e vagina.
Ora sulle pagine della prestigiosa rivista medica, si potranno leggere i risultati dello studio: "Percezioni della normale e anormale latenza eiaculatoria secondo i sessuologi canadesi e americani: quanto dovrebbe durare l'amplesso?" di Eric W. Corty e Jenay M. Guardiani, due ricercatori statunitensi del Behrend College di Erie in Pennsylvania.

Partendo dalla divaricazione temporale che esiste tra percezione comune della durata dell’amplesso e relativo tempo reale, lo studio si è poi basato sul parere di 33 sessuologi, rappresentanti della Società di sessuologia e ricerca degli Stati Uniti e del Canada. secondo i quali, appunto, per essere appagante e di qualità un intercorso sessuale non deve durare troppo a lungo.
Gli standard di tempo stabiliti si basano su quattro tipologie che sono “adeguato”, “auspicabile”, “troppo breve” e “troppo lungo”.
Da qui i risultati: il rapporto ottimale, diciamo desiderabile, è quello che dura dai 7 ai 13 minuti. Preliminari e coccole finali escluse dal conteggio. Troppo breve, invece, un incontro intimo che dura meno di 3 minuti, mentre da 3 a 7 è adeguato. Oltre i 13 minuti, poi, diviene stancante, e mezz'ora è decisamente troppo.
Ma è bene chiarirlo subito, gli esperti in questione sottolineano che queste sono indicazioni di massima e che la cosa migliore è di non farsi influenzare dalle lancette dell’orologio, dato che ogni individuo ha le sue peculiarità ed ogni coppia è a sé stante.

Lo studio vorrebbe semplicemente dimostrare che i tempi da maratona sono spesso pura fantasia e non rispecchiano la vita reale della maggior parte delle coppie. Insomma, l'intento è di ridimensionare le aspettative poco realistiche di chi è convinto che se un rapporto sessuale dura poco, o se l'uomo interessato non riesce a reggere per ore e ore tra le lenzuola, allora c'è qualcosa che non va.
Queste nello specifico le parole di Eric Corty, uno dei due titolari della ricerca. “Non vorremmo che questi dati venissero presi troppo alla lettera, né che l'atto sessuale si banalizzasse ad una performance a tempo, l'intento della nostra ricerca è proprio quello di tranquillizzare le coppie e molti uomini che vivono in maniera stressante la loro vita sessuale. Bisogna ricordare che la durata di un rapporto sessuale cambia notevolmente da coppia a coppia e dipende dall'interazione dei singoli individui. Il modello sessuale ideale per l'uomo è quello dalle dimensioni enormi, dall'erezione facile e capace di sostenere un'intera notte di attività sessuale. Sembra che molti uomini e donne vivano di questa fantasia. I risultati del mio studio forniscono dei dati reali, non un modello ideale".

"Tutte le generalizzazioni riguardanti l'adeguata durata dell'amplesso dovrebbero essere prese con cautela – ricorda Alex McKay, ricercatore del Consiglio Canadese di educazione ed informazione sessuale - non è il tempo che definisce un rapporto ma la sua qualità".
E’ tanto vero che le generalizzazioni spesso non reggono e che regole in merito non esistono, che da un sondaggio condotto tra la popolazione americana è emerso che per molte donne un rapporto di 7 minuti è troppo breve, ma vi sono anche quelle per le quali è più che sufficiente. Per gli uomini invece è quasi sempre auspicabile la maggiore durata possibile. “In realtà” - sostiene Sandra Byers, sessuologa e presidente del dipartimento di psicologia presso l'Università di New Brunswick – “la durata ideale è quella che permette a entrambi i partner di divertirsi. Non si può prescindere dal contesto, dal momento, dall'intesa e dalla comunicazione tra i componenti della coppia: non è la durata che conta, ma la qualità del rapporto.”

Sono i greci i "supermachi" mondiali: 164 amplessi in media all'anno

Secondo quanto emerso da un sondaggio condotto dalla famosa azienda produttrice di preservativi "Durex" in 26 nazioni mondiali su un campione di piu' di 60.000 intervistati, la medaglia d'oro per quantitativo di rapporti sessuali medi annui va ai maschi greci, quella d'argento ai croati mentre quella di bronzo ai bulgari.

I "machos" ellenici intervistati, hanno infatti dichiarato di avere 164 amplessi all'anno, contro i 142 dei croati e i 129 dei bulgari, questi ultimi con soli 8 rapporti sessuali all'anno in piu' degli italiani, quarti con 121, seguiti a ruota dai francesi con appena uno di meno, di fronte ad una media mondiale di 103. Sotto la media gli isrealiani (100), i cinesi (96), gli inglesi (92), i vietnamiti (87), mentre a chiudere la curiosa classifica sono i superstressati giapponesi con soli 48 amplessi all'anno.

E anche per quanto riguarda la durata media del rapporto sessuale, gli italiani figurano tra i primi posti. Con una media mondiale pari a 18 minuti, il maschio italiano ne impiega due di piu' prima di raggiungere l'orgasmo. In quest'ottica pero' i piu' "duraturi" sono risultati essere i nigeriani, con 24 minuti di prestazione, mentre i piu' "veloci" gli indiani, con appena 13 minuti di "lavoro".

Potra' anche sembrare strano, ma il popolo che piu' precocemente di ogni altro inizia ad avere rapporti sessuali sono i "freddi" islandesi, con un'eta' media di 15,6 anni, seguiti a ruota dai tedeschi con 15,9 anni. In complesso e' la Nigeria la nazione con il piu' alto livello di soddisfazione sessuale con un bel 67%, mentre i meno soddisfatti in assoluto della loro vita sessuale sono nuovamente i giapponesi col 15%.

Tornando alle "cose" di casa nostra, va detto pero' che nonostante la buona posizione nella classifica mondiale, solo il 36% degli italiani si e' dichiarato pienamente soddisfatto della propria vita sessuale. Piu' appagate le donne, con un 40%, contro il 32% degli uomini. Nonostante tutto pero', quasi la meta' degli italiani, il 49%, si e' detto favorevole a sperimentare nuove emozioni in campo sessuale, con giochini vari (14%) ed il sesso anale (10%) in testa alla lista dei desideri erotici nazionali.

 
04 Agosto 2010

LA PRIMA LETTERA DEL TUO NOME IDENTIFICA LA TUA IDENTITà SESSUALE. VUOI FARE QUESTO TEST?

Secondo alcuni testi scientifici la prima lettera del nome di battesimo identifica la tua identità sessuale.

Vuoi provare?

Mandami via hms la tua prima lettera e ti invio la risposta.... mi dirai se è giusta!

 
31 Luglio 2010

LE RAGAZZE TROVANO INTRIGANTE UNA FOTO?

Spesso si vedono foto di donne nude o semi nude per attirare lo sguardo maschile.... ma le donne non trovano intrigante una foto?

Questa foto ragazze è per voi intrigante o non vi da nessuna "emozione"?


Cliccate sul link e si apre la foto

http://0000000000000a.tripod.com/password.html

Le misure del sesso maschile

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L'altro giorno ero dal parrucchiere, nell'attesa che la mia donna finisse la messa in piega, mi sono seduto su uno di quei morbidissimi e comodissimi divanetti che si trovano in questi locali proprio per "alleviare" l'attesa dei clienti, e al fianco della "seduta", per ammazzare il tempo e renderlo piacevole cosa trovo? L'Olimpo delle riviste "gossippare", da quelle piu' famose tipo Novella 2000, alle piu' sconosciute tipo "Vattelappesca"! Da bravo pettegolo, avvento il primo giornale tra le mani e inizio a scorrere, non mi importa se il giornale e' vecchio e i fatti risalgono a quando Pippo Baudo era ancora insieme alla Ricciarelli!! Arrivo alla fine, una delle ultime pagine, e cosa ti trovo? La piu' classica delle rubriche...quella dedicata al sesso! Con la solita sessuologa di turno, con tanto di foto avvenente in alto a sinistra. Nel trafiletto c'e' la lettera che questa donna ( moglie ) scrive alla redazione. Lettera in cui nello specifico viene trattato l'argomento piu' antico al mondo...le MISURE del fallo del marito! La lettera si articolava piu' o meno nel modo seguente:

"...dopo tanti anni ho tradito mio marito, l'unico e il solo uomo di tutta la mia vita, a parte tutte le problematiche sentimentali derivate da cio'  ho avuto per la prima volta la possibilita' di vedere e quindi confrontare il fallo di mio marito con quello di un altro uomo...risultato? L'ho trovato molto piu' grande e soddisfacente sotto ogni punto di vista. Ora mi chiedo e chiedo a Lei ( dott.ssa ), e' mio marito ad averlo piu' "piccolo" rispetto alla norma o quest'altro uomo ad essere "superiore" alla media nelle misure? E di conseguenza le pongo una seconda domanda..qual'e' la misura di un fallo da ritenere "giusta", media o comunque soddisfacente dal punto di vista sessuale? Da quanti cm. un membro si puo' ritenere extra o fuori misura? "

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A questo punto, assurdo ma vero, mi sono posto il problema anch'io, o meglio ci ho riflettuto su...pensavo...come noi uomini abbiamo preferenze nel culo o nei seni di una donna e facciamo naturalmente dei confronti con le esperienze gia' avute precedentemente, anche le donne confronteranno magari oltre il sedere, anche le misure o i "piselli" degli uomini avuti, stilando una classifica dai piu' "graditi" ai meno!! E quindi mi sono chiesto...lo avrano fatto anche con me? E cosa ne sara' uscito dal confronto? Una donna avrebbe il coraggio e la forza di dire al proprio partner che l'ex lo aveva piu' LUNGO o piu' GRANDE???

Mi sono fatto prendere per un secondo dall'argomento tanto semplice quanto complesso da "snocciolare"!

Dimenticavo di dirvi che chiaramente nella rubrica c'era anche la risposta della sessuologa, risposta che, come avrete capito tutti, non mi ha soddisfatto in pieno! Nella risposta la sessuologa ha riscaldato la solita minestra del fatto che non contano le misure ma altre cose, tipo il modo di affrontare il rapporto sessuale, il modo di "usare" il membro, capire i tempi giusti per la compagna ecc. ecc. tutte cose gia' sentite e risentite, cosa a cui sinceramente credo poco o comunque non del tutto!! Se in passato avevo una ex con una sesta di reggiseno e se la mia attuale ragazza ha una seconda, e' chiaro che mi manca la sesta!!! Non trovate? Poi c'e' dell'altro e' chiaro, ma se mi baso solo sul confronto "TETTE" e' cosi'!!!

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Va be, al succo mi sono messo a fare una piccola ricerca "tecnica" su internet basata proprio sull'argomento "misure", per dare una risposta piu' concreta in termini numerici, alla signora della rubrica e per capire meglio anch'io.

I risultati sono stati i seguenti: 

"Quando il pene non e' eretto, in genere pende mollemente verso il basso e misura circa dagli 8 agli 11 centimetri di   lunghezza e 3 centimetri di diametro, anche se ogni caso differisce dagli altri, alcuni sono piu' piccoli ed alcuni  piu' grandi.
Il problema, nello stabilire una grandezza media del pene non  eretto, e' che lo stesso pene, in queste condizioni, puo'  variare di volta in volta. Ad esempio, I'aria fredda, I'acqua fredda, la paura o l'ansieta' causano, in generale, I'avvicinamento massimo del pene (dello scroto e dei testicoli) al corpo, quindi il suo accorciamento.
Il pene non eretto puo' acquistare in lunghezza se immerso nell'acqua tiepida o quando l'uomo e' completamente rilassato. Il peso di un uomo, la sua costituzione e la sua statura non hanno alcuna relazione con la grandezza del suo pene, sia in erezione che flaccido.

La lunghezza media è di 15 cm e il 90% degli uomini di tutto il mondo hanno un pene lungo tra i 13 e i 18 cm. Il record per un pene correttamente funzionale è di 1,5 e 30 cm.

Se vuoi misurare il tuo pene, fallo nel modo giusto, come fanno i medici. Procurati un erezione stando in piedi. Piega delicatamente il tuo pene affinché raggiunge una posizione parallela al pavimento. Metti la riga all'osso pubico, esattamente all'inizio del tuo pene, e misuralo fino alla punta."

Come si vede la maggior parte dei maschietti ce l'ha di 15 centimetri e circoferenza di 12."

Visionate la seguente tabella di dati che illustra tutte le lunghezze e le circonferenze dei vari tipi di piselli e a fianco tutte le percentuali degli uomini che possiedono una caratteristica piuttosto che un'altra. Inoltre evidenziate ci sono anche le misure piu' "popolari" sia per la lunghezza che per la circonferenza. 

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Data la tabella e detto come si misura tecnicamente un pene, vi chiederete...e allora? Lo hai misurato? Certo che si!! E poi vi chiederete...e il risultato? E io vi rispondo dicendovi solamente che il pensiero mi e' passato dalla testa!!

MISURATEVI! MISURATELO HAI VOSTRI PARTNER E FATEMI SAPERE!!!

La masturbazione eseguita dall'altro sesso...

Nemmeno a dirlo la masturbazione piu' giusta come intensita', tempi, ritmi, pause, e' l'AUTOMASTURBAZIONE. Certo e' che provare certe cose da soli spesso annoia e fa gustare il tutto meno rispetto all'introduzione di una "mano" amica. Come masturbare un uomo nel modo giusto per lui e come masturbare una donna nel modo giusto per lei?

Posso dirvi come vorrei che una donna toccasse il mio "pipino" per provocarmi un'eiaculazione di tutto rispetto, continua e prolungata fino all'affievolarsi naturale e sereno sia dell'erezione che della goduria.

Partiamo da un pene gia' in piena erezione, sicuro del fatto che siate donne capaci di eccitare il vostro uomo a priori o in alternativa diciamo che do per scontato che conosciate i modi per arrivare a questo primo obiettivo in un tempo ragionevolmente breve.

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1) IMPUGNATURA.

Innanzitutto bisogna capire in quale punto impugnare il pene, non deve essere troppo in basso, altrimenti nel momento in cui siete "giu' " si tira troppo il filetto e si fa piu' male che altro. Allo stesso tempo nel momento in cui siete " su ", si accumula troppa pelle raggrinzita sulla punta del pene che non fa percepire un netto passaggio della mano. Ovviamente non lo si deve impugnare nemmeno troppo in alto, come succede sempre il giusto e' nel mezzo, diciamo che il cerchio che si forma tra il pollice e l'indice della mano deve stringersi leggermente sopra la base del glande.

2) PRESSIONE.

La mano deve avere una giusta pressione, non troppo forte da non permettere il flusso del sangue all'interno del pene, ne troppo debole da non far percepire il movimento ( su/giu' ) della mano.

3) TEMPI.

Il ritmo e i tempi del movimento ( almeno nel mio caso ) devono essere non troppo sostenuti nel momento dell'erezione, ma una volta eretto, per sentira una goduria appagante e crescente, il ritmo deve essere abbastanza veloce, quasi frenetico, a tratti, mentre quando si richiede, interrotto da pause di una decina di secondi che permettano di non venire subito e nello stesso tempo di prolungare la goduria. Spesso mi e' capitato di donne troppo lente nel ritmo, che accusavano dolori al braccio, crampi, e chi piu' ne ha piu' ne metta. Ho sentito frasi del tipo :" Aspetta, mi fermo un po' e poi riprendo", oppure "Piu' veloce di cosi' non riesco ad andare". Che dire, giustifico tutto e comprendo, non sono un "generale", pero' poi non chiederti disperatamente come mai non sei riuscita a farmi venire masturbandomi!! Allenati, sforzati, mettici un po' piu' di voglia e soprattutto se ti fermi e' inutile che dopo 5 minuti riprendi, perche' l'eccitazione torna ad un livello inferiore e si blocca quel processo che culmina con l'eiaculazione.

4) LA VENUTA.

Nel momento in cui si sta per venire bisogna dare gli ultimi colpi secchi e coincidenti con gli schizzi, 3, 4 o 5, dopodiche' fermarsi, senza insistere o continuare un qualsiasi movimento con la mano. Magari per rilassare il partner sarebbe bello proseguire il tutto con la bocca, leccando dolcemente o succhiando senza foga o insistenza, ma con molta tranquillita'...importantissimo, nel momento della "venuta" non stare con il patema d'animo su dove andra' a finire questo benedetto "schizzo", se mi colpira', dove, oddio i capelli, oddio mi sono sporcata le mani, oppure frasi del tipo:" Mi raccomando stai attento al piumone che l'ho appena lavato!!", tutto cio' capite bene che inibisce totalmente qualsiasi tipo di rilassamento e di goduria piena e soddisfacente!!

Tutte queste operazioni elencate precedentemente, andrebbero effettuate, con della passione, della voglia chiara e sincera di dare massima goduria al proprio partner e di godere insieme a lui nel sentirlo venire e apprezzare quanto fatto da voi!!

Attendo da voi donne le istruzioni dettagliate su come far godere pienamente una donna masturbandola con la mano

IL CULO

Ho gia' parlato dei "rapporti anali",ma ritengo ci sia la necessita' di accendere nuovamente i riflettori su tale argomento,magari cercando di capire meglio dove nasce e si sviluppa l'eterna dannazione tra l'uomo,la donna e il suo culo!

Gran parte di noi uomini ( forse tutti ) adora il culo e le tette di una donna sopra ogni altra cosa. Ora il punto e' il seguente,con le tette si puo' fare bene o male di tutto nella sfera sessuale,o meglio,le donne non sono restie a giochi sessuali di qualsiasi genere con le loro tette,tra cui il gioco "principe",la classica spagnola,che nessuna donna rifiuta al proprio uomo,a meno che non sia proprio la misura del reggiseno che non permetta di esercitarla!!

Con il culo il discorso cambia,la stragrande maggioranza delle donne rifiuta tale pratica,le rare donne che la concedono sono comunque restie e non partecipano con "calore" a questo tipo di rapporto. Anzi,spesso e volentieri lo fanno pesare,lanciando a noi ometti messaggi del tutto fuori luogo,l'atto anale diviene cosi' un "favore",che va guadagnato!!

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Sicuramente le donne che leggono questa premessa penseranno o diranno ad alta voce: " Ma guarda tu questo!! E' un favore che si!! E certo che e' differente da una spagnola,qui si parla di farsi inserire un pisello nel culo!! Se pensi cio' che dici,e se cerchi anche l'approvazione e il sorriso ( durante tale pratica ) da parte della donna,perche' non lo provi tu?? Poi vediamo se ti piace e se chiedi il BIS!!!".

Spero di aver piu' o meno indovinato le parole del vostro "sfogo" o comunque il succo di cio' che volevate dirmi per demolire la mia introduzione all'argomento!!

Non la ritengo una pratica troppo "facile" o da esercitare con tutti,ma non la ritengo nemmeno una montagna insormontabile,da far pesare cosi' tanto. Con il giusto tatto e delicatezza,si puo' fare,anzi diro' di piu',magari si puo' anche provare il piacere della sottomissione,trasmettere questo piacere al proprio uomo e vivere questo tipo di rapporto in modo del tutto VIVO e piacevole!

Una donna che da il proprio culo senza vivere tale rapporto con partecipazione attiva (anche se passiva nell'atto ),che non trasmette quindi la voglia di sottomissione al proprio uomo,puo' anche evitare di farlo,tanto sente solo dolore e null'altro,e l'unica cosa che trasmette e' fretta,mancanza di partecipazione,apatia,pesantezza ecc. ecc.,insomma ci siamo capiti!

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Da uomo mi e' capitato di avere rapporti anali con donne attive e con donne del tutto passive e prive di partecipazione. Dare il culo al proprio uomo non significa soddisfarlo sotto questo punto di vista,molto dipende da COME si da il culo al proprio uomo. Alle volte e' preferibile non darlo proprio,tanto il risultato non cambia,l'insoddisfazione nell'uomo rimane,perche'ad alcune donne sfugge un piccolo particolare,l'uomo non vuole il culo e basta,l'uomo vuole che la propria donna gli trasmetta la voglia di sottomissione sessuale totale a lui e per trasmettere questo non serve necessariamente il culo,ma lo si nota anche da qualsiasi altra fantasia sessuale che si sviluppa nella coppia.

Una donna che vuole realmente soddisfare e sottomettersi,non ha e non crea problemi di nessun tipo,ascolta il proprio uomo,si rende sua complice,partecipa attivamente a qualsiasi idea o sfogo sessuale di cui lui abbia bisogno o voglia,inventa e propone per prima,senza aspettare che sia lui a chiedere o sperare che non lo faccia mai!!

Una donna che ha un buon rapporto dialettico con il suo lui,conosce perfettamente i suoi desideri e gusti sessuali,sa quale sorpresa potrebbe farlo felice,ma nonostante tutto,spesso e volentieri non ha ne la voglia ne la fantasia di "organizzare" una qualsiasi cosa. A queste donne chiedo: " Perche' non avete stimoli di nessun tipo in questo senso? Forse siete con degli uomini sbagliati che non vi eccitano a tal punto? Verso cui non provate ne la voglia ne il desiderio di sottomettervi? O forse siete proprio voi a non avere naturalmente tali stimoli? ".

A tale tipologia di donne dico :" Non vi meravigliate poi se lo trovate al letto con un'altra!!".

L'uomo che lo si voglia accettare o no,ha determinate "necessita' ",tra cui quella di sentire che la propria donna gli appartiene in tutto e per tutto,quando si rende conto che non e' cosi' ,perde d'interesse,perde d'entusiasmo e cerca tali emozioni altrove!!

Chiaramente accetto tutte le domande o le critiche del caso. ILLUMINATEMI!

La masturbazione vissuta da una ragazza qualunque,le emozioni,le angosce,le curiosità...

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Credo di essermi avvicinata a questa pratica in età  adolescenziale,spinta da un’improvvisa voglia di appagare una strana richiesta del mio corpo,  dettata ,presumo, da qualche “dolce” fantasia. Ora non ricordo perfettamente come andarono le cose,come si evolse la situazione, di una sola cosa sono certa, non ci fu penetrazione,né da parte di un mio tenero ditino…né da altro…si trattò “semplicemente” di una stimolazione esterna.

Come faccio a dichiararlo con cotanta certezza visto che ricordo ben poco di cosa successe? Semplice, la mia cara e dolce “compagna di avventure”, anche negli anni avvenire, ha accolto solo dita e membri umani, mai della sottoscritta o finti.

Non so se sono l’unica a non cercare il piacere con l’autopenetrazione, di certo non sono l’unica a cui capita di masturbarsi. Le varianti sono molteplici per quel che ne so io, anche se non le ho mai volute approfondire.

Voi vi chiederete il perchè di questo mio limite….effettivamente, una che pratica l’autoerotismo, perché ha bisogno di fermarsi alla stimolazione esterna…e non cerca di approfondire il “discorso”????…

La risposta per quel che mi riguarda è molto semplice: per me è già una botta in fronte dover praticare la stimolazione esterna, figuriamoci se dovessi spingermi più a “fondo”!

Avete capito bene, per me l’automasturbazione  è una botta in fronte, che eviterei di buon grado e che quindi vorrei relegare a episodi limitati nel tempo, giusto in caso di “assoluta necessità ” ….o per meglio dire, quando la voglia di provare quel piacere è tanta (magari una fantasia sessuale si è improvvisamente impossessata di me), ma le possibilità che ciò avvenga con l’altro sesso…sono relativamente basse, se non nulle! Oppure, nel caso in cui avessi la possibilità di confrontarmi con l’altro sesso, la “pratica” risulterebbe comunque poco appagante per svariati motivi quali: il tuo lui  non coincide con  l’oggetto dei tuoi desideri in quel momento, quindi la sua presenza risolverebbe comunque ben poco…allora ben venga la fantasia e il fai da te, o peggio ancora, il tuo lui non è che sia tutta questa cima a letto, ma sarebbe più  indicato per  un torneo del famosissimo  “scopone scientifico” e quindi ad un certo punto dici bastaaaa!!….ci penso da me per stavolta!.

 

 

Non so se con questa autoanalisi delle possibili cause che mi spingono a farlo, sono riuscita a mettere in secondo piano nella vostra testolina un’altra domanda d’obbligo….” ma perché è così pesante per te masturbarti??”.

Ecco se ci sono riuscita, sono pronta a pormela da sola e a cercare di darmi una risposta.

Credo che tutto sia dovuto a vari fattori, che messi insieme nel pentolone, fanno un bel minestrone indigesto!

1)  Il mio personale pensiero mi fa credere che la pratica sia poco adatta all’animo nobile e puro di una dolce donzella e che non venga accettata di buon grado dal “mondo esterno”, come se si trattasse di un atto di cui doversi vergognare.

 2) Non lo ritengo “giusto” nei confronti del mio eventuale ragazzo, cazzo, se lo sapesse, potrebbe dirmi..“ scusa, ma io che ci sto a fare? “.

3) ( Il più rilevante secondo me, dal quale credo dipenda anche il primo fattore) :

la mia educazione sessuale non è stata delle più esilaranti, nel senso che, nella mia famiglia il comune pensiero è sempre stato…il sesso???…ah si certo, dopo una certa età ben venga, preferibilmente anche dopo il matrimonio! Quindi la mia testolina, non poco contorta, invece che spingermi a ledere la concezione del rapporto sessuale tipico, ha leso l’idea di una cosa altrettanto tipica e normalissima che ha a che fare con il sesso, “la masturbazione” ( e qui aggiungo, per fortuna solo quella! ). Da questo pensiero nasce l’idea che meno lo faccio e più sono brava, togliendomi così il gusto di assaporare codeste meraviglie della natura.

Si, perché poi, alla fine, pur praticando la masturbazione, non me la gusto mai davvero fino in fondo, più che un momento di completa intimità con il mio corpo, sembra la corsa di un centometrista, che cerca di arrivare al traguardo nel minor tempo possibile!

E’ una vera lotta tra i miei due io: quello che desidera  provare piacere in modo piacevole e solitario, persa tra le mie fantasie, e quello che pensa che non sia né il caso, né tanto meno giusto.

C’è poi la questione della “rimozione” dell’atto appena compiuto…eh si…una volta raggiunto il piacere, dopo un iniziale senso di disagio e di non pieno appagamento ( visto che non me la sono goduta!! ), è come se il tutto venisse cancellato,  come se nulla fosse stato…come se in questo modo mi sentissi meno colpevole nei confronti dell’io contrario…o di chi mi circonda.

Più di una volta  mi sono ritrovata a dover rispondere alla fatidica domanda… “ ti sei mai masturbata? ”,  parlando di argomenti correlati, e devo ammettere che solo una volta sono stata in grado di rispondere onestamente mettendo da parte le mie vergogne e paure  (e le mie rimozioni!) pur temendo il giudizio del mio interlocutore….e si, perchè poi si ha automaticamente paura, almeno nel mio caso, del giudizio degli altri, di cosa potrebbero pensare di te.

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Mi chiedo spesso se sono l’unica a vivere questa pratica nel modo sopra descritto, se ci sono altre ragazze che provano le mie stesse sensazioni, oppure se ci sono donne,che riescono a vivere la stessa esperienza da punti di vista differenti,diciamo più “aperti” e naturali.

Vorrei inoltre sapere se esistono davvero donne che non si masturbano, oppure se si nascondono più semplicemente dietro ad un NO, per la paura o il timore ( che provo anch’io ) di essere mal giudicate.

Risposte non ne ho ancora trovate. Non si e mai creata la possibilità di un confronto con altre donne in merito ( la precedente domanda mi è stata posta solo da maschietti curiosi ), ma in fondo credo sia ovvio, non si tratta di un  tipico argomento “da bar” o da confidenza tra amiche…anzi, sembra quasi  esserci un silenzio stampa velato in proposito ( almeno tra le mie conoscenze).

 

 

Con questo post  spero di riuscire a trovare qualche risposta che possa creare quel confronto che ho sempre cercato ma che non ho mai avuto la possibilità di realizzare

Shaved or not shaved???

Ciao a tutti! Prima di staccare per il week end vorrei conoscere la vostra opinione, sia maschile sia femminile, sulla depilazione della parti intime. Gli uomini preferiscono il sesso femminile depilato o al naturale? Le donne preferiscono che il sesso di un uomo sia senza peli oppure collegano ai peli pubici un significato di virilità? E' vero che tutte le donne si sentono meglio depilate oppure, sebbene con un minimo di cura, al naturale? E qual'è l'opinione degli uomini in relazione alla propria depilazione?

Personalmente preferisco quando il sesso di una donna e la zona anale sono completamente depilati; per quanto riguarda me, depilo accuratamente (oltre che le ascelle, per ragioni estetiche, di igiene, etc) lo scroto, la radice del pene e la zona perineale, lasciando soltanto i peli pubici, seppure ritoccati con le forbici, quale baluardo simbolico di virilità...

Questo post è volutamente breve per lasciare la parola alle vostre opinioni e ai vostri gusti in materia.

ELOGIO DELLA "SVELTINA"

La sveltina, una delle gioie della vita.
Quel raptus che coglie all'improvviso due persone che fino a un momento prima si comportavano normalmente, con gesti misurati, pensieri e parole rivolti a cose banali. Due soli in una stanza, in auto, in qualunque posto lontano da occhi estranei.
Poi d'improvviso ti rendi conto che lei ti piace e la vedi come una donna e non più come un'altra persona e ti sorprendi a pensare come sarebbe bello se... Lei si accorge del tuo cambiamento, è colta dallo stesso pensiero, rimane un momento turbata ma poi ti guarda in un certo modo, fa capire che anche a lei piacerebbe, che ci sta... E di colpo la vedi come una preda, un'occasione da cogliere, subito, prima che passi. La complicità rende tutto più esaltante, non hai bisogno di corteggiare, di ricorrere a preliminari, l'occasione è lì pronta da cogliere.
E allora prende a entrambi una smania, i gesti si fanno febbrili, il fiato esce a strappi, dalla bocca escono parole rotte, la smania di uno aumenta quella dell'altro, i tempi si accelerano, tutto diventa finalizzato a quell'unico obiettivo, il piacere. Non c'è più nessun ritegno, è un delirio che è bello lasciar crescere, fino all'apice. E tutto si risolve in pochi secondi esaltanti.

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Poi la tensione cade di colpo. Si rimane un momento allacciati, per godere di quel beato sfinimento che segue e lasciar passare l'affanno, ci si scambia baci di tenerezza. Poi torna la paura di venire sorpresi, ci si stacca, si rassettano gli abiti, quasi imbarazzati di essere stati colti in un momento di debolezza, e ci si sforza di tornare composti. Ma dentro a ognuno fluisce una beatitudine animale che dura ancora a lungo.
La sveltina non è solo sesso. C'è il contrasto del passaggio improvviso da una situazione normale, tranquilla, rilassata, civile, e un momento dopo lo scatenarsi di tutti gli istinti, un comportamento animale senza pudori e ritegni. E la sensazione di avere colto l'essenza dell'animo umano, senza infingimenti, corteggiamenti, preparativi, tutte quelle cose ipocrite che servono solo a convincere e a concedersi un po' alla volta, senza il rischio di andare troppo avanti e rimanere delusi e frustrati. E' bello tornare animali ogni tanto.

 
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